Son stati creati due tipi di charleston (uno molto "pedalata" stile tour de france dei Kraftwerk) un'altro un pò più rumoroso grazie all'aggiunta di un pò di noise.
Questo con l'sh-2.
Ho spezzettato i riff imprecisi di basso fatti con l'sh-2 (fatti senza midi) e li ho rimontati sul sampler.
Prime prove su Waves, che devo dire sta iniziando a prendere una forma davvero micidiale...la sostituzione dei suoni (da vst a sintetizzatori veri), sta andando meglio di quanto pensassi...
Per ora i suoni nuovi sono...
Tolta la cassa creata con l'operator, sostituita da una cassa della korg esx pompata con un compressore
Creato un un nuovo pad ritmico col juno 106, effettato col deluxe memory man
Creato uno snare STUPENDO, molto depeche mode col juno 106 e il deluxe memory man con un ritardo brevissimo e parecchio feedback
Aggiunto un basso eseguito col roland sh-2 che sostituisce il mercury (anche se sto pensando di tenerli assieme)
in più ho eseguito una mini-melodia sul bridge, sempre col juno, ma devo vedere se la cosa mi convince...
Finalmente non ho avuto problemi col computer, ieri faceva troppi dispetti e si piantava ogni trenta secondi!
Ah dimentivavo, sui pad ho messo il sidechain, roba che prima non usavo mai nei pezzi...ora il brano suona davvero bene, direi che spacca!
Nei prossimi giorni si creano il charleston con l'sh-2, tanto noise e un bel paio di oscillatori, si inizia ad impostare la sequenza del brano e gli archi (si! voglio gli archi:))
Si torna a lavoro per il nuovo ep, il titolo è ancora da decidere ma le canzoni saranno sicuramente Sendestation, La Performance, Waves più due remix, il primo di Click?! (Dance This Alone) il secondo di Skreech (Punto Linea Superficie).
Questa volta però, per la prima volta, i pezzi saranno composti anche grazie ai sintetizzatori “veri”, quelli vecchi, analogici, con la polvere sui tasti...questo perché mi sono stufato di fare tutto con i software, forse andando un po' controtendenza ai giorni d'oggi, dove si tende a far suonare il software sempre più in modo reale. Non ho nulla contro il software, per carità, ma mi rendo conto che un certo riempimento di frequenze si ottiene meglio con gli strumenti veri...
Passeggiate per allenamento zen, ecco quello che ci vuole, non chiedo altro. Treno, parco, concerti, birra, amici. Tutto qua. Faccio quadrato, un quadrato a tre lati perché stringo sempre di più la cerchia. Troppe delusioni. Ho smesso di mangiare carne, ma giusto per vedere come ci si sente senza mangiarla per un mesetto...so che ci ritornerò;)
Oggi si parte con Waves, devo trovare dei suoni belli e il Juno 106 per i suoni “paddosi” è lo strumento adatto. Successivamente per le parti di bassi e ritmiche vedrò di usare l'Sh-2...
Se ci scappa vedo di metterci anche una birretta dentro.
Eh si, cari miei "Dance This Alone" EP, dopo mesi e mesi è uscito:)
Lo potete trovare su diversi portali in release digitale...io ne ho trovati alcuni:
iTunes
Trackitdown
Junodownload
Mixmag
Djdownload
M2ostore
Deejaystore
Mondadoristore
Messaggerie
Un Grazie va alla Miraloop, a Gerolamo Sacco e a Michele Casetti, che hanno avuto il "coraggio", tanti giorni fa, di chiedermi una mia demo...
E un grazie va anche ai miei amici...su chi ha subito le mie tonnellate di paturnie...dall'idea alla realizzazione che sembrava davvero infinita...in particolare a chi mi ha sostenuto anche nei momenti un pò meno felici...da chi vedo oggi a chi purtroppo non sento più. Un grazie alle situazioni, ai posti e ai luoghi e alle persone che mi hanno ispirato per creare queste canzoni...
E ora qualche piccola chicca sulle canzoni:
Melodia del Fruttosio faceva parte di una trilogia di canzoni ispirate ai diversi zuccheri. Le prime canzoni sugli zuccheri erano state realizzate su un programma (Reason 2.5) dove erano state registrati suoni di carta stracciata, tosse, respiri, microfoni toccati... Le prime verisioni erano molto ispirate al genere glitch minimal dei Matmos, ma successivamente, passando al programma Ableton Live, ho cambiato totalmente il mio modo di suonare. Melodia del Fruttosio è diventata così molto più ariosa e teutonica. Chiari riferimenti vengono presi dai Kraftwerk, dalle rimiche scarne ed essenziali di drum machine fino alle melodie più aperte in stile Air. Il pezzo ha subito varie modifiche, penso tre o quattro, fino alla versione odierna che a mio parere è decisamente la migliore.
Dance This Alone è il pezzo più veloce e pazzo dell'album, nato per caso, giocando con i synth di Reason 2.5...ricordo che avevo fatto appena otto battute del brano, per poi accantonarlo per parecchio tempo, fin quando, una volta ripreso, è stato finito in un paio di giorni. Successivamente sono state aggiunte parti di batteria 8bit sempre più complesse e successivamente Gerolamo ha dato la melodia aggiuntiva che si sente nel pezzo definitivo. Potrebbe essere il pezzo ideale per un videogioco o per un rave.
Punto Linea Superficie è uno dei pezzi più sofferti che abbia mai fatto, nel senso che ha subito una marea di modifiche fino a poco tempo fa. Mi trovavo nella periferia di Torino, di ritorno a casa, mentre tra tesi da fare e pensieri musicali mi son detto: "perchè non fare una canzone che descriva il Punto, la Linea e la Superficie?" Avevo già la melodia in testa in quel momento...Particolarmente carini sono i suoni metallici che si sentono all'inizio...mano a mano la melodia si dilata...appunto, come fa un punto che riceva una forza per spostarsi e diventare linea e dopo ancora, superfice.
Stars On My City é il pezzo contemplativo, romantico e sognante. Descrive il mio stato d'animo in un particolare momento della mia vita, quando per motivi sentimentali mi sono sentito davvero a pezzi. Ho immaginato delle stelle sopra Torino, le ho catturate per trasformarle in suoni. Essenziale, in questo pezzo, è il suono di sintetizzatore con una carica retro-elettronica 8 bit. Il pezzo ha subito diverse modifiche, specie dopo la perdita dei suoni per un virus nel pc che mi ha distrutto tutti i dati. Fortuna avevo il midi:)
Die U5 UBahn descrive la mia passione per Berlino. I viaggia in metropolitana, Alexander Platz. Ispirata dai suoni glitch di Alva Noto.
Ormai manca davvero poco poco! Ragazzi ho bisogno del vostro supporto, spammate, condividete, lanciate link a destra e sinistra, invitate la mamma, la nonna, gli zii, i vostri cugini di terzo grado...insomma...invitate IL MONDO!
Dopo tanto tempo finalmente posso dirvi con certezza che l'EP è praticamente pronto! La data di uscita ancora non so dirvela con certezza ma comunque si parla intorno alla metà di marzo:)
I brani presenti sono:
- Die U5 UBahn
- Melodia del Fruttosio
- Dance This Alone
- Stars On My City
- Punto Linea Superficie
Direte voi, che me ne faccio di 5 canzoni che conosco già? Ebbene, dovete sapere che le canzoni sono versioni nuove che non avete mai sentito, sono state riarrangiate e sicuramente migliorate...la qualtà sonora è decisamente ottima e sinceramente devo dirvi che c'è stato davvero tanto impegno per produrle. Quindi spero che almeno le ascolterete:)
Un grazie particolare va alla Miraloop e soprattutto a Gerolamo Sacco e Michele Casetti che come si dice dalle mie parti, si sono fatti "un mazzo tanto" per rendere possibile il tutto.
I brani saranno in download sui diversi portali (quando uscirà l'ep avrete a disposizione i vari link).
Questa tastiera ha dei pad bellissimi...e anche se non bisognerebbe dirlo, sai un pò perchè poi ti dicono "tu vuoi imitare il suono di...", fatto sta che questa tastiera è usata un sacco dai Daft Punk!:D
...Florian, lo sai che eri il mio preferito, il mio prediletto. Perchè te ne sei andato via dai Kraftwerk...beh, tu mi risponderai che ormai i Kraftwerk non hanno più quella spinta che avevano fino a qualche anno fa. Forse hai ragione...ma che ne sarà del povero Ralf? Lo lasci solo soletto così? Non si fa così Florian! Cattivo.
...una cosa per quest'anno che inizia: ho capito quanto bisogna lottare per ottenere qualcosa. Si strappa tutto tirandolo con i denti e forse è proprio vero la frase che dice qualcuno "mi farò del male ma ne sarà valsa la pena". E questo l'ho capito poco tempo fa. Ogni affetto, ogni legame, se è davvero importante va tenuto stretto fino alla fine...e sono convinto che bisogna vedere i sentimenti ponendoli in un periodo molto largo della propria vita. E' troppo facile fare subito i conti, è fin troppo semplice ottenere tanto in pochissimo tempo...ma se queste cose vengono poste in un periodo di tempo più lungo, bisogna fare i conti con la relatività dei sentimenti. Pochi rimangono. Nella vita poi accade di trovarti qualcosa di inaspettato. Ieri ho pensato che in fondo ho trovato quel sentimento che cercavo. E me ne son accorto proprio mentre mi scivolava via dalle mie mani e mi sono detto: cazzo, è assurdo rendersi conto che quello che cercavi ti è sfuggito per sempre, non può essere così...non deve andare via! Ed invece...è andato, purtroppo. Avevo ragione a pensare così, perchè in anni certe cose sai che arriveranno solo una volta...e non è tanto quello che verrà dopo a farti paura, la paura vera è propria è la consapevolezza delle cose che non ritornano, la tua consapevolezza di essere la persona perfetta per l'altra persona. E finisce che te ne freghi di quello che pensano gli altri, facendoti male una volta e una volta ancora...strappando quel poco che c'è. Riesco a non farmi male solo perchè so chi sono. Non temo nessun confronto. Non bisogna temere nessun confronto. Questo me l'hai insegnato tu. Rimane tutto il segreto di un rapporto perfetto, quello che nessuno dovrà sapere, quello che sarà nascosto da mille scuse, da diecimila muri. Ed è quella la cosa più bella: il rapporto che non teme la relatività, che non teme il tempo. Forse sono semplicemente pazzo. O forse siamo due matti. Percorrendo strade diverse che corrono insieme. Difficile da spiegare. Bellissimo da sentirsi sulla pelle.
L'altro giorno non hanno fatto la nostra canzone. In fondo non serve nemmeno cantarla. La si vive.
Forse la "scena madre" di ieri sera è stata questa: camminando con un bicchiere di birra tra i Murazzi e piazza Vittorio, sotto la pioggia, mi fermo davanti al Cerveza, un locale indefinito di una città indefinita con la Mole Antonelliana...poso il bicchiere su uno sgabello posto davanti al locale, guardo il bicchiere, lui mi guarda e vedo tristemente le gocce di pioggia entrare dentro la birra. Con una dose d'amore non indifferente, vado per riprenderlo per ripararlo con la mano dalla pioggia... e preso dai "vapori" delle birre precedenti, comincio a cantare "La Cura" di Battiato, alla povera birra...Ecco che la mia mano sta per afferrare il bicchiere..."ti proteggerò.."...SPLASH! il bicchiere scivola sullo sgabello e tutta la birra mi finisce sui pantaloni.
é quasi Natale e benchè non abbia la minima traccia di euro in tasca, vorrei un synth...e poi basta promesso! Le scelte ricadono su due oggettini, molto diversi tra loro...
Il primo oggettino dei desideri natalizi è il Microkorg....digitale...tasti piccolissimi, ma facilmente controllabile dal pc...il più può essere usato come tastiera midi per pilotare i software per far musica, bella robetta no? Il top di questo strumento non sono tanto i suoni...forse un pò troppo plasticosi, ma è il vocoder il punto di forza, in grado di emulare voci alla Daft Punk, e così via...anche il nostro amichetto Boosta lo usa (non so quanto in L'Eclisse, a dire il vero, ma paaaaaaaare che lo usi)...la pecca di questo strumento è la qualità sonora...non eccezionale.
Il secondo strumento dei desideri natalizi è il Roland Jx-p3...una tastiera un pò difficile da trovare (è del 1983) ma ha dei suoni DAVVERO belli...non ha un implemetazione midi così funzionale come il Microkorg...ma la qualità dei suoni è devastante...il prezzo alla fine dovebbe essere simile...dopo questo ultimo acquisto partiranno i pezzi nuovi...completamente suonati da synth veri...Cosa fare? Il Roland è enorme rispetto al Korg (per la gioia di mio padre ahaha), non ha il vocoder...uff che dramma...Se me li regalate voi, tutt'e due...mi fate mooooooolto felice:)
Sentirsi di merda e non dimostrarlo affatto. Non provo più nessuna emozione. Il fatto è che sapere tutto di una data situazione porta anche a domandarsi cosa c'è oltre. C'è solo tanta delusione dietro, tantissimo dolore. Mi sento completamente spaesato in tutto, non so nemmeno da dove ricominciare per star meglio. Si può magari cominciare a stare su un treno per ritornare a casa dopo aver letto gli occhi di chi ti dice addio, di chi chi ci sarà dopo di te e che farà le tue stesse identiche cose mentre tu sarai lontano da quello che eri una volta. C'è la rinuncia, c'è un muro invisibile di cose che non puoi più fare. C'è la falsità, c'è la serata dove non ti aspetti più nulla, dove non chiedi più niente a te stesso, se non una condizione di arresa. Ci sono i passi di chi va più veloce di te, di chi costruisce qaulcosa, di chi non pensa nemmeno a quanto sia facile distruggere tutto in un semplice secondo. Un secondo. C'è chi ti cerca e che non aprrezzerai mai, troppo abbagliato dalla delusione. C'è chi ti parla e non ti capirà mai. C'è chi ti sforzerai di amare non somigliando mai a quello che pensavi di desiderare. C'è la sera, dove aspetti qualcosa che probabilmente non arriverà mai. Ho un'ansia che non finisce più. Ieri sera ero altrove con la testa, pensando al mio corpo che non doveva esser li. Pensando a due corpi che si stringono sotto le coperte, sapendo che fino a poco tempo fa, eri tu accanto a quella persona. Quanto dolore. Troppo per non uscirne segnato.
...E alla fine è andata. Questa volta non son dovuto andare in giro per il M.E.I. a distribuire volantini il giorno stesso del concerto. Almeno quello! Il viaggio, sia andata che ritorno è stato parecchio faticoso, specie quello del ritorno, durato da mezzanotte alle quattro del mattino, dove ho trovato nebbia, pioggia e vento forte...ma ci son riuscito, complici tre redbull bevute tutte d'un fiato per non addormentarmi durante la guida (ed è già successo!). Questa volta invece, sono arrivato a casa con gli occhi spalancati e nel letto ho persino giocato a tetris sul cellulare...(va beh)...
All'arrivo ho trovato Elisa, il suo ragazzo e Natalia, tre persone adorabili che sono venute da Firenze per vedermi (cosa mai successa prima!) con loro ho passato praticamente tutta la giornata ai padiglioni. E in fondo son stato davvero bene perchè a volte, è proprio con chi conosci poco che ti senti meglio. E' strano arrivare davanti a una persona mai vista e esser abbracciato, diciamo "coccolato" é una cosa che ti mette immediatamente a tuo agio. Comunque...tra un pezzo di pizza, un caffè e qualche concerto visto (moltissimi gruppi rock e hip hop nel pomeriggio), arrivano le nove. La parte elettronica, al M.E.I. è ancora roba di nicchia, bisogna ammetterlo. Porto la mia roba nel piccolo backstage dove conosco altri musicisti, e ammetto che ci è voluto davvero poco per iniziare a far comunella, tra discorsi su programmi, musicisti "la musica a Torino com'è? dicono che ci sia una grande scena elettronica!"...gente un pò meno lucida che barcolla, altri che si siedono stanchi morti sulle sedie di plastica. Io continuo a fare avanti e indietro...sono nervosissimo, ho tutto pronto ma mi sento, come sempre mi succede, imbarazzato. Imbarazzato perchè c'è gente davvero brava che suona da decenni. Imbarazzato perchè è ovvio che l'immaginario è quello che "l'altro suonerà diecimila volte meglio di me". Io sono fatto così, ho sempre rispettissimo a mille dei lavori degl'altri. Ed infatti la serata ha avuto musicisti davvero bravi. Comunque tocca a me, salgo su ed inizio ad attaccare velocissimamente i cavi, la drum machine e il pc...ma proprio quando sembrava tutto pronto succede il dramma...La Rossa non si sente...i volumi ci sono, i cavi sono attaccati...nulla...cambiamo il cavo che porta al mixer ma nulla...probabilmente avrò sbagliato qualche collegamento o qualche impostazione sul programma. Fortuna che il pezzo fatto con la drum machine durava solo un minutino...vado avanti...le tracce si sentono...parto. Già nervoso, imbarazzato e incazzato, sul palco sono stato quello che si dice "un pezzo di legno". Un pò perchè non ci sono abituato, un pò perchè la gente era poca (anche se devo ammettere che il mio set ha raccolto più persone di tanti altri...l'ultimo set aveva due dj che suonavano davanti ad 1(!!!!) persona! Provo a rilassarmi un pochino...ma non mi viene...continuo a muovere la testa su e giù fissando con un occhio il pc e con mezzo dell'altro le persone davanti a me...Sarà la scuola kraftwerkiana ma non sono tanto comunicativo. Timido, ecco. Quello si. Il concerto finisce, un tizio viene a dirmi che i pezzi son belli, saluto gli altri, bravo bravo...riparto verso la macchina...saluto gli amici toscani, bevo tre redbull e parto verso casa...stamattina mi son svegliato alle otto e mezza...mal di testa e tanta tosse ma non importa. Alla fine ho fatto quello che desideravo. Per una volta gliel'ho messa nel sedere al presente un pò avverso che ho.
...ora di preparare il set. Spacca il minuto: esattamente quindiciminutieottosecondi. La scaletta sarà quella che ho scritto nel post dell'altro giorno.
Kit di sopravvivenza al freddo:
Doppio pantalone (quello del pigiama sotto che fa davvero tanto punkabbestia, più i jeans)
Doppio calzino
Guanti.
Felpa tattica.
Giiubbotto tattico
Scatoletta di tonno e o manzotin (il panino al bar non è punkabbestia)
Rotolo di carta igienica (importantissimo)
Barrette al riso e soia
3 compresse di brufen 600
Portatile
Cavi, trasformatori
Scheda audio
Cuffie
Drum machine
Macchina fotografica.
Ci si vede domani.
A.A.A. cercasi anime pie che mi facciano compagnia dalle 11 alle 4 e mezza di notte. Al freddo e al gelo.